giovedì 26 gennaio 2012

Lady Godiva

Lady Godiva, o Godgifu (990 – 10 settembre 1067), era una nobildonna anglosassone d'Inghilterra, moglie del conte Leofrico di Coventry (Inghilterra).

Secondo la tradizione popolare, la bella Lady Godiva prese le parti della popolazione di Coventry, che stava soffrendo per le tasse oppressive imposte da suo marito. Lady Godiva gli chiese più volte di toglierle, ma il marito rifiutò sempre.
Stanco delle sue suppliche, le disse che avrebbe dato ascolto alla sua richiesta solo se avesse cavalcato nuda nelle vie della città. Lady Godiva lo prese alla lettera e, dopo la pubblicazione del proclama dove si raccomandava a tutte le persone di mantenere chiuse porte e finestre, cavalcò in Coventry, coperta soltanto dai suoi lunghi capelli.
Soltanto una persona nella città, un sarto poi conosciuto come Peeping Tom, disobbedì al proclama.Nella storia, Tom fece un foro in una persiana per poter vedere il passaggio di Godiva e rimase cieco. Alla fine, il marito di Godiva mantenne la sua parola e abolì le tasse onerose.


Una versione ancora più antica della leggenda racconta che Godiva attraversò il mercato di Coventry da un'estremità all'altra, mentre la gente era riunita, scortata solo da due cavalieri. Questa versione è fornita nella Flores Historiarum da Roger di Wendover, un collezionista di aneddoti (morto nel 1236).


La storia successiva, quella con il relativo episodio che riguarda Peeping Tom, comparve per la prima volta nelle cronache attorno al XVII secolo. A quel tempo, i penitenti erano soliti fare una processione pubblica soltanto con un piccolo indumento bianco simile a un odierno slip, che era certamente considerato biancheria intima. Quindi, alcuni studiosi ipotizzano che Godiva abbia realmente attraversato la città, come una penitente. La storia di Godiva passò poi nel folklore popolare e venne romanzata.


C'è anche un'altra teoria secondo cui la "nudità" di Lady Godiva potrebbe invece riferirsi al fatto che cavalcò per le strade senza i suoi gioielli, segno distintivo della sua appartenenza alla nobiltà. Resta comunque forte il dubbio se la famosa cavalcata sia un fatto storicamente accaduto.


Come la storia di Peeping Tom, anche il particolare che solo i lunghi capelli di Godiva avessero nascosto la sua nudità sarebbe un'aggiunta successiva (confrontare la fiaba di Raperonzolo). Anche altri elementi della storia hanno alcuni elementi in comune con il mito, la leggenda e le fiabe. Ad esempio, la storia di Peeping Tom che diventa cieco richiama i motivi del mistero violato e della punizione dell'intruso presenti in miti come quello di Diana e Atteone.

Sacajawea

Sacajawea (1788 – 20 dicembre 1812) fu una donna nativa americana della tribù dei Shoshoni. Accompagnò Meriwether Lewis e William Clark durante l'omonima spedizione atta ad esplorare l'America nord-occidentale. Viaggiò per migliaia di chilometri dal Dakota del Nord fino alla costa pacifica dell'Oregon tra il 1804 ed il 1806 e Clark la soprannominò "Janey".
Poche sono le fonti storiche riguardo a Sacajawea, ma si guadagnò un posto importante nelle cronache di Clark e Lewis e nell'immaginario americano. Agli inizi del XX secolo il National American Woman Suffrage Association (associazione femminista) la assunse a simbolo dell'indipendenza delle donne, erigendo a suo onore numerose statue e targhe.


La Gioventù
Sacajawea nacque nella tribù Agaidika ("mangiatori di salmoni" nell'idioma indigeno) dei Shoshoni i quali vivevano tra i torrenti Kenney e Agency, vicino a quella che oggi è Tendoy, in Idaho. Quando raggiunse i dodici anni venne rapita assieme ad altre ragazze da un gruppo degli Hidatsa durante una battaglia che vide la morte di quattro uomini, quattro donne e molti giovani dei Shoshoni. Sacajawea in seguito fu trasferita in un villaggio Hidatsa presso l'odierna Washburn, in Dakota del Nord.
All'età di tredici anni divenne la moglie di Toussaint Charbonneau, un commerciante di pelli francese che viveva nel villaggio, il quale già aveva un'altra moglie di nome Otter Woman. Si pensa che Charbonneau abbia comprato entrambe le "mogli" dalla tribù oppure che abbia vinto Sacajawea al gioco.


La spedizione 
Sacajawea rimase incinta nel periodo in cui il "Corpo di Esplorazione" arrivò nelle vicinanze del villaggio Hidatsa per passare il loro inverno a cavallo tra gli anni 1804 e 1805. In quel luogo i capitani Lewis e Clark costruirono il forte Mandan e si informarono tra i vari commercianti se ve ne fosse stato qualcuno in grado di aiutarli da lì in avanti con delle traduzioni fungendo da interprete. I due esploratori convennero per reclutare Charbonneau ed in seguito scoprirono che sua moglie era in grado inoltre di parlare la lingua Shoshoni. Ben presto capirono che avrebbero avuto bisogno di questa coppia per raggiungere la sorgente del Missouri. Il 4 novembre 1804 Lewis registrò nel suo diario di viaggio:
« Un francese di nome Chabonah, che parla la lingua Big Belley, ci è venuto a trovare, desidererebbe essere ingaggiato e ci ha fatto sapere che ha due donne con sé che sono indiane snake, lo abbiamo ingaggiato ed abbiamo portato con noi una delle sue mogli come interprete... »
(Meriwether Lewis)
Una settimana dopo Sacajawea e Charbonneau entrarono stabilmente nel forte e Lewis stesso poté assistere al parto di Jean-Baptiste l'11 febbraio 1805. Clark e gli altri soprannominarono il neonato "little pomp" o "pompy" col significato di "primogenito". In aprile il corpo di spedizione lasciò il forte ed iniziò la risalita del fiume Missouri tramite piroghe.
Il 14 maggio 1805 Sacajawea riuscì nell'impresa di recuperare degli oggetti che erano caduti in acqua dopo il rovesciamento di una barca tra i quali vi erano anche il diario ed i rapporti dei due capitani. Questi ultimi elogiarono particolarmente l'avvenimento e nominarono il corso d'acqua "fiume Sacagawea" in suo onore.
Nell'agosto 1805 incontrarono una tribù Shoshoni e tentarono di proporre degli scambi per ottenere dei cavalli per poter attraversare i passi tra le Montagne Rocciose. Sacajawea, che in quell'occasione si rivelò essere la sorella del capo-tribù di nome Cameahwait, si fece avanti nel ruolo di traduttrice. La registrazione di Lewis attesta:
« poco dopo l'arrivo del Cap. Clark con l'interprete Charbono, e la donna indiana, la quale si dimostrò essere la sorella del capo Cameahwait, i rapporti con questa gente diventarono veramente affettuosi, in particolare tra Sah-car-we-ah ed una donna indiana che era stata fatta prigioniera con lei ed in seguito, scappata dai Minnetares, e si era riunita con il suo popolo... »
(Meriwether Lewis)
Il 20 novembre, nel momento in cui erano ormai prossimi alla foce del fiume Columbia, Sacajawea si privò della sua cintura per permettere ai capitani di poter trattare l'acquisto di una pelliccia che avrebbe dovuto essere un regalo per il presidente Jefferson.
In gennaio, quando l'oceano Pacifico era stato raggiunto e la truppa stava svernando a forte Clatsop, una carcassa di balena si arenò sulla spiaggia e Sacajawea insistette in maniera ostinata per poter vedere quella che per lei era una grande meraviglia. Durante il viaggio di ritorno consigliò inoltre a Clark di passare le Montagne Rocciose in quello che oggi è noto come passo Bozeman, in seguito scelto anche dalla "Northern Pacific Railway" (Ferrovia del Nord Pacifico) come passaggio opzionale per attraversare la suddetta catena montuosa.


Malattia e morte
Charbonneau e Sacajawea dopo la spedizione passarono 3 anni tra gli Hidatsa prima di accettare l'invito di Clark e di stabilirsi a St. Louis nel 1809. La coppia affidò l'educazione di Jean-Baptiste a Clark il quale lo iscrisse alla Saint Louis Academy. Poco dopo il 1810 (non si conosce la data precisa) Sacajawea diede alla luce sua figlia Lisette.
Secondo dei documenti storici Sacajawea morì nel 1812 di una malattia sconosciuta. Un rapporto di Henry Brackenridge, un commerciante di pelli, stabilisce che sia Sacajawea che suo marito vivevano a forte Manuel Lisa sul fiume Missouri nel 1811. Egli scrisse anche che Sacajawea "si era ammalata e desiderava rivedere la sua terra natale". L'anno seguente un altro rapporto, redatto dal prete John Luttig, testimonia che "la moglie di Charbonneau, una snake squaw (il termine usato per definire gli indiani Shoshoni), morì di febbre all'età di circa 25 anni lasciando una piccola figlia".
Pochi mesi dopo il forte Lisa subì un attacco da parte dei nativi e quindici uomini persero la vita. John Luttig e la piccola Lisette sopravvissero mentre si pensa che Touissant Charbonneau fu ucciso in quest'occasione. Il fatto che tra i documenti di Clark non vi sia nessun riferimento a Lisette lascia presumere che quest'ultima non sia sopravvissuta oltre l'infanzia.


Mito e leggenda


Le notizie storiche affidabili riguardanti Sacajawea sono veramente limitate. La sua partecipazione alla spedizione e la carenza di registrazioni ufficiali che la riguardano hanno portato alla creazione di un mito.
Secondo alcune storie tramandate oralmente dai nativi americani si dice che Sacajawea anziché morire nel 1812 lasciò il marito e si imbatté in una tribù nelle Grandi Pianure durante il tragitto per il ritorno alla sua terra. Qui si sposò e lasciò in seguito la tribù, dopo l'uccisione del marito, per proseguire il suo ritorno verso i Lehmi Shoshoni nel Wyoming.
Una donna Shoshoni di nome Porivo (donna-capo) morì nella riserva indiana di Wind River nel Wyoming, il 9 aprile 1884. Il reverendo che officiò al suo funerale comunicò dopo le esequie che la donna in questione era la nota Sacajawea.
Nel 1925 un medico Sioux, il dottor Charles Eastman, venne incaricato dall'Ufficio degli Affari Indiani di localizzare i resti di Sacajawea. Eastman fece visita a varie tribù indiane interrogandole su chi avesse avuto notizie di Sacajawea. Nella ricerca tralasciò comunque la tribù dove Sacajawea passò l'infanzia, gli Agaidika, e quella dove morì Porivo, la donna indiana creduta Sacajawea. La sua conclusione fu che l'ipotesi relativa a Porivo fosse veritiera. Nel 1963 nella riserva indiana vicino a Lander, nel Wyoming, venne eretto un monumento a "Sacajawea degli Shoshoni" sulla base di questa affermazione.
La credenza che Sacajawea sia arrivata fino all'anzianità è stata largamente diffusa negli Stati Uniti dal romanzo "Sacagawea" scritto da Grace Hebard nel 1933. Questo caso fu affrontato anche cinquant'anni dopo nel 1984, in un altro romanzo intitolato "Sacajawea", da Anna Lee Waldo. La differenza tra i due romanzi sta nel fatto che la Waldo era a conoscenza delle ricerche scientifiche del 1812 che supportavano la morte della protagonista intorno ai 25 anni, ma la scrittrice scelse volontariamente la strada del mito.
Alcune "invenzioni" riguardo alla spedizione vorrebbero Sacajawea coinvolta sentimentalmente con i capitani Lewis e Clark. I diari mostrano in effetti che Sacajawea era molto legata a Clark e spesso gli faceva dei favori, ma l'esasperazione verso un rapporto sentimentale fa parte dei romanzieri che hanno scritto in periodo molto distante da quello della spedizione. La storia del viaggio inoltre è rappresentata nel film western "I due capitani" del 1955.


La moneta da un dollaro d'oro, disegnata da Glenna Goodacre.


fonti: wikipedia 
info in piu: http://myhero.com/go/hero.asp?hero=sacajawea

lunedì 29 agosto 2011

La Sorgente )O(

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Daphne

domenica 28 agosto 2011

Fluorite



Classe minerale: alogenuri
Formula chimica: CaF2 + (C, Cl, Fe, Ce, Y)
Sistema cristallino: cubico
Processo litogenetico: primario, secondario o terziario
Colore: trasparente, giallo, verde, blu, violetto

La pietra del genio

La Fluorite è un minerale che si presenta spesso multicolore - viola, bianco e verde - oppure in varietà monocromatiche - blu, giallo, viola, verde o bianco.
In ogni caso, i suoi colori sono in sintonia con i chakra superiori, dal 3° fino al 7°, indicando che questa pietra lavora a una vibrazione sottile.
Agisce principalmente al livello della mente, aiutando i processi logici e la concentrazione.

Si può presentare sotto forma di cristalli, druse o pietre grezze. I cristalli hanno la struttura di ottaedro, con due piramidi che si incontrano alla base. Portano armonia nella persona e negli ambienti. Le druse sono invece costituite da caratteristiche formazioni che ricordano una città del futuro costellata di grattacieli. Queste donano ordine alla mente.

È ottimo tenere un cristallo sulla scrivania dello studio o in ufficio, mentre le druse sono indicate per i laboratori di ricerca o gli studi di ingegneria e di programmazione di computer, dove è al lavoro una mente logica, focalizzata e intuitiva ad alti livelli. La drusa rappresenta la mente tecnologica.

La Fluorite dona libertà di pensiero e rende creativi e fantasiosi. La sua azione sul 6°chakra aiuta a sviluppare consapevolezza spirituale, a penetrare il significato profondo delle cose e a stimolare poteri medianici. Questa gemma porta inoltre la mente in sintonia con lo spirito, e il piano fisico a contatto con l’incorporeo, consentendoci di applicare nelle attività quotidiane capacità mentali superiori e di aumentare la forza cerebrale. Conducendo al livello più alto di acquisizione della mente, viene chiamata la “pietra del genio”.

Se la mente è stanca e confusa si consiglia, durante la meditazione, di posare un cristallo di Fluorite sul 6°chakra: si riavrà presto chiarezza e ordine mentale. La gemma è indicata anche per le persone che utilizzano molta energia fisica e psichica.

Secondo la tradizione, a livello fisico, l'uso di questa pietra potrebbe avere effetti benefici ai denti alle ossa. Utile per le articolazioni, le manterrebbe flessibili ed elastiche. Sarebbe ottima per i dolori alla schiena. Infine, rigenererebbe il sistema nervoso.

Si può portare come ciondolo, monile di altro genere o semplicemente a contatto del corpo in un sacchetto di cotone. È una pietra delicata, quindi facile a rompersi.
Si purifica sotto l’acqua corrente, si ricarica alla luce indiretta del sole.

Cristallo di Rocca!


Classe minerale: Ossidi, gruppo dei quarzi
Formula chimica: SiO2 (Biossido di Silicio)
Sistema cristallino: trigonale
Processo litogenetico: primario
Colore: trasparente e incolore

Il re del regno minerale

Il quarzo è uno dei minerali più diffusi della terra. La sua capacità di vibrare e di entrare in risonanza ne fa un componente essenziale della moderna tecnologia.

Si trova in natura sotto forma di pietre grezze, punte e druse. Le pietre grezze sono blocchi di cristallo uniformi. Le punte hanno qualità e usi differenti, a seconda della forma del loro apice. Ricordiamo: il cristallo generatore che amplifica l'energia; il cristallo maestro che guida nell’evoluzione spirituale; il cristallo biterminato, punta a doppia terminazione, che equilibra due punti energetici collegandoli.
Le druse, formate da più punte cresciute insieme, hanno una vibrazione potente e svolgono un’azione di purificazione dell’ambiente circostante.

La fama del cristallo di rocca per convogliare energie positive è presente in tutte le culture: dall'antica Roma, al Giappone, dall'Africa, all'Australia. Persino nelle leggendarie civiltà di Atlantide, Lemuria e Mu.

È il sovrano del regno minerale. La sua funzione è quella di incanalare energia ad alta frequenza sul piano terrestre. Riflette pura luce bianca, da utilizzare per illuminare i pensieri, i sentimenti, le azioni quotidiane.
Dissolve la negatività e fa vibrare l’aura ad una frequenza tale da purificare ogni parte oscura.
Ciascuna punta di cristallo ha la sua personalità ed esperienza, e può cooperare con l'uomo per ampliarne la consapevolezza e la spiritualità.
È bene scegliere da soli il proprio cristallo, acquistando quello da cui si è maggiormente attratti: sarà lui a guidare la scelta. Se tenuto con cura, sarà un compagno speciale.

Il cristallo di rocca lavora sul 7° chakra, aumentandone la vibrazione e connettendolo con l’energia cosmica. Focalizza i pensieri e ne aumenta il respiro.
Si può utilizzare su qualsiasi chakra: sarà sempre portatore di equilibrio, armonia, limpidezza, anti-stress.

Le druse sono ideali per la casa e l’ufficio, purificano le energie, facilitano l’armonia e la collaborazione. Sul comodino una punta protegge il sonno.
Da indossare sono consigliati i cristalli burattati o piccole punte, ottime per la meditazione o da tenere, una in ogni mano, per riequilibrare l’energia e scaricare le tensioni. A questo scopo è meglio usare i cristalli biterminati.

Immergendo un cristallo in una brocca di acqua, per alcune ore, si prepara uno straordinario energetico e purificatore.
Il cristallo di rocca si può utilizzare da solo o abbinato a qualsiasi altro minerale, di cui amplificherà gli effetti.

Si purifica con le metodologie usuali, si ricarica alla luce del sole.

Crostata Zuccosa!


Ingredienti:
2 tazze di zucca cotta (bollita e passata al setaccio)
2 uova sbattute
1 tazza di zucchero di canna
1/2 tazza di panna liquida
1 e 1/2 di latte
1 cucchiaio di brandy
qualche goccia di aroma alla vaniglia
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di ginger macinato
1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere
1 confezione di pasta frolla per crostate rotonda
1 tazza di panna montata.

Preparazione:
Scaldare il forno a 190°.
Mescolare zucca e uova, aggiungere lo zucchero, il latte, la panna liquida, il brandy, le varie spezie e lavorare bene.
Foderare la teglia con la pasta frolla e forarla con i rebbi della forchetta per evitare che si gonfi. Stendere l'impasto di zucca dentro la pasta frolla ed infornare.
Dopo 15 minuti di cottura diminuire la temperatura del forno a 160° e cuocere ancora per 20-25 minuti fino a quando infilando uno stecchino di legno non ne uscirà asciutto.
Lasciar raffreddare temperatura ambiente.
Cospargere la crostata di panna montata prima di servire.

Biscotti della Triplice!!



Ingredienti:
250 gr. di mandorle finemente tritate
65 gr. di farina
125 gr. di zucchero
2 goccie di estratto di mandorle
125 grammi di burro
1 tuorlo d'uovo

Preparazione:
Mescolare mandorle, farina, zucchero, estratto di mandorle fino a che il composto non sarà omogeneo.
Unirvi il burro lasciato ammorbidire ed il tuorlo d'uovo, amalgamare bene.
Mentre si porta il forno a temparatura di 160°C lasciar riposare l'impasto.
Prendere l'impasto e fare di tocchetti grandi circa quanto una noce e dare loro la forma a mezzaluna.
Sistemateli su un foglio di carta da forno, tempo di cottura circa 20 minuti.

Acquamarina




Classe minerale: ciclosilicati
Formula chimica: Be3Al(Si6O18) + K, Li, Na, + (Fe)
Sistema cristallino: esagonale
Processo litogenetico: primario
Colore: verde-azzurro

La gemma del benessere e della tranquillità

L’Acquamarina è, come lo Smeraldo, una varietà di Berillo e il suo tipico colore è dovuto alla presenza di tracce di ferro.
Le tradizioni popolari le conferiscono la facoltà di discernere il vero dal falso, e di saper donare buona memoria e benessere a chi la indossa.

Questa bella gemma, agendo sul 6°chakra, produce un effetto calmante sulla mente, portando tranquillità e pace e “lavando via” ansia e pensieri negativi.
Lavorando sul 6° chakra favorisce la crescita interiore, dona chiarezza di idee e fiducia di portare a termine tutto ciò che si intraprende.

Inoltre questo cristallo, come tutti quelli blu-azzurri lavora sul 5° chakra. In particolare stimola l’espressione creativa, la capacità dialettica e permette di esprimere apertamente i propri pensieri. Porta dolcemente equilibrio nelle emozioni.
Si dice che protegga durante i viaggi in barca o in nave e che attenui i sintomi del mal di mare.

Secondo la tradizione, dal punto di vista fisico, purificherebbe il sistema nervoso e avrebbe effetti benefici per gli occhi. Andrebbe posta su questi durante il rilassamento per alleviarne stanchezza e rossori.
Regolerebbe, inoltre, la funzionalità di ipofisi, tiroide e reni, influenzando positivamente la crescita e l’equilibrio ormonale. Per questo, e per la sua vibrazione dolce, gli esperti dei cristalli la consigliano ai bambini. Attenuerebbe, inoltre, l’eccessiva reattività del sistema immunitario, per cui, tradizionalmente, si usava in caso di allergie legate all’apparato respiratorio.

Si può portare come ciondolo, come anello al dito mignolo (che corrisponde al 5°chakra), come altro monile oppure posata semplicemente sul corpo. Può essere tenuta addosso per lunghi periodi. È un cristallo ottimo da usare durante la meditazione, posta sul 5°chakra per indurre il rilassamento o sul 6° per connettersi con stati profondi di consapevolezza.
Si purifica sotto l’acqua corrente, si ricarica ai raggi della luna.

Ametista

(Pietra stupenda!! io e questa pietrra abbiamo un legame speciale..)

Classe minerale: ossidi, gruppo dei quarzi
Formula chimica: SiO2 + (Al, Fe, Ca, Mg, Li, Na)
Sistema cristallino: trigonale
Processo litogenetico: primario
Colore: violetto

La pietra dell’anima

Può essere definita così in quanto è considerata una pietra molto spirituale. Potrebbe essere la prima pietra da usare per iniziare a contattare i cristalli, in alternativa al Cristallo di Rocca.
Nei suoi scritti Santa Ildegarda la consiglia per la purificazione della pelle del viso(che andrebbe lavato con acqua in cui è stata immersa la pietra), per curarsi dal morso dei ragni e per proteggersi da quello dei serpenti.

È una tra le più importanti pietre che vengono usate, utilissima per la protezione da energie dissonanti a qualsiasi livello.
Lavora sul 6°chakra ed è abbinata, per eccellenza, a questo centro energetico.
Schiarisce la mente, la purifica e la porta ad alti livelli di consapevolezza. Aumenta le facoltà medianiche e favorisce il risveglio spirituale, stimolando la percezione dell’energia cosmica e dell’amore universale.
Secondo la tradizione popolare è utile a chi ha subito la perdita di persone amate, aiutando a comprendere l’esistenza di un mondo soprannaturale e di un ordine superiore. In questo caso è bene usarla abbinata al Quarzo rosa, per produrre effetti positivi sia sul piano mentale che su quello emotivo.
Favorisce l’intuizione e l’ispirazione, e il suo colore violetto le conferisce potenti poteri di guarigione.

Calma le passioni, le emozioni violente e la rabbia, ed è perciò adatta alle persone che hanno la “testa calda”. È bene usarla, abbinata ad una respirazione lenta e profonda, per rilassarsi e calmare la collera. Favorisce il sonno ed il vivido ricordo dei sogni, protegge dagli incubi. Si consiglia di tenerne una sotto il cuscino per godere di un riposo ristoratore e tranquillo.
Secondo gli esperti dei cristalli, l'ametista sarebbe ottima per attenuare i disturbi dovuti agli eccessi di alcol.

Si può portare come ciondolo, anello o altro monile. Durante la meditazione è bene posarla sul 6°chakra. È utile infine per armonizzare e proteggere un ambiente, o addirittura tutta la casa, ponendola nei quattro angoli di una stanza o del perimetro dell’abitazione. Indispensabile per i terapeuti in quanto pietra di protezione, da indossare durante il lavoro, o per armonizzare la stanza dove si effettuano i trattamenti e creare uno spazio adatto alla guarigione. Le druse di questo minerale sono ottime per purificare e donare energia agli ambienti.
Si purifica sotto l’acqua corrente, si ricarica ai raggi indiretti del sole.

venerdì 19 agosto 2011



(la mia preferita!!:P)
PIETRA DI LUNA (Adularia)
Classe minerale: tettosilicati, famiglia dei feldspati
Formula chimica: K[AlSi3O8] + Na, Fe, Ba
Sistema cristallino: monoclino
Processo litogenetico: primario
Colore: bianco con iridescenze azzurre, grigie, madreperlacee

La pietra di Diana

Questo cristallo in antichità veniva associato alla dea Diana e si credeva diventasse più brillante in coincidenza con la luna piena. Lo si considerava collegato all’intuizione, ai sentimenti e alla fertilità.

La Pietra di luna opera principalmente sul piano della sensibilità, liberando dai blocchi emotivi. Agisce sia sul 5° che sul 2°chakra, e sulla parte emozionale che a essi si lega: nel primo caso l’espressione dei propri sentimenti, il comunicarli e il manifestarli all’esterno, nel secondo caso la capacità di essere in contatto con le proprie emozioni.

Questo cristallo è considerato un ottimo equilibratore e fa sì che la persona non si senta dominata né si identifichi con le proprie emozioni. Inoltre, lavorando sul 6°chakra, porta maggiore consapevolezza al proprio subconscio e fa in modo che le emozioni siano vissute nel presente e non rievochino traumi passati e dolorosi.
Pietra con caratteristiche femminili, rende intuitivi, dona tranquillità e pace, rasserena la donna ma è utile anche all’uomo, risvegliandone dolcezza e disponibilità.

Secondo la tradizione, dal punto di vista fisico, agirebbe sulla ghiandola pineale rendendo più sensibili alla luce. Per questo regolerebbe il ciclo mestruale ed equilibrerebbe gli ormoni a esso correlati. Aiuterebbe la fertilità.

Si può indossare come ciondolo, come girocollo a contatto con il chakra della gola, oppure come anello all’anulare o al dito mignolo. Si può inoltre portare addosso in un sacchetto di cotone.
Se poggiata sul 6°chakra durante la meditazione, la pietra di luna aiuta l’intuizione, la chiaroveggenza e la telepatia.

Si consiglia di purificarla su un vaso di fiori all’esterno. Lasciandola fuori per tutta la notte la si potrà anche ricaricare, grazie ai raggi della luna.

giovedì 14 luglio 2011

Chakra


Chakra e' una parola  Sanscrita il cui significato e' ruota o disco e indica uno dei sette centri di base di energia nel corpo umano. Ciascuno di questi centri e' connesso, a livello di energie sottili, ai gangli principali dei nervi che si ramificano dalla colonna vertebrale (ma non si identifica con essi). In più i chakra sono correlati ai livelli della coscienza, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti lo sviluppo della vita, ai colori, suoni, alle funzioni del corpo e a molto, molto altro.
La dottrina orientale che ne ha diffuso la conoscenza nel mondo occidentale considera i Chakra come aperture, porte di accesso all’essenza del corpo umano. I CHAKRA PRINCIPALI SONO SETTE (ma ce ne sono molti altri secondari, circa un centinaio, che "idealmente" corrispondono coi punti meridiani dell'agopuntura).

Settimo Chakra: Sahasrara, della Corona, Centro del Vortice, Loto dai 1000 petali.  Si riferisce alla coscienza come consapevolezza pura. Pensiero, identità universale, orientata verso autocoscienza.
 
Sesto Chakra: Ajna, Terzo Occhio, centro del Comando, delle Sopracciglia,  della Conoscenza, della Saggezza Interiore; Esso apre le porte alle nostre facoltà psichiche e alla  "comprensione". Visualizzazione. Vista Psichica.
 
Quinto Chakra: Vishuddha, del Collo, della Gola o Centro di Comunicazione; Suono, identità creativa, orientata verso l'auto-espressione

Quarto Chakra:  Anahata, Centro del Cuore; è quello centrale del sistema. È collegato con l'amore ed è l'integratore degli opposti nella psiche:un quarto chakra sano ci permette di amare profondamente, di sperimentare la pietà e un senso profondo di pace.
 
Terzo Chakra:  Manipura, del Plesso Solare, dell’Ombelico, della Milza, dello Stomaco e del Fegato Regola la nostra alimentazione, la volontà ed autonomia personali, così come il nostro metabolismo.
 
Secondo Chakra: Svadhistana, Sacrale o Centro della Croce; situato nell'addome, un po in basso dietro  gli organi sessuali, è collegato con l'acqua come elemento, alle emozioni ed alla sessualità.
 
Primo Chakra:  Muladhara, della Base, Centro della Radice o Centro del Coccige; Situato alla base della spina, questo chakra forma il nostro fondamento. Rappresenta la terra come elemento e quindi è collegato con i nostri istinti di sopravvivenza ed al nostro senso di realtà.

Fonti: filosofiaelogos


Benedizioni
Daphne

mercoledì 6 luglio 2011

..Insegnamenti Sioux


La foresta è la dimora di molti uccelli e di molti animali:
l'acqua è la dimora dei pesci e di vari rettili.
All'interno di una stessa specie, gli uccelli non sono tutti simili
e così è con gli animali e con gli esseri umani
La ragione per la quale Wakan Tanka non fece dieci uccelli, dieci animali
o dieci esseri umani assolutamente uguali
fu che voleva che ognuno di essi potesse avere il suo spazio,
potesse bastare a se stesso senza occupare lo spazio degli altri.
Sin dall'infanzia io ho osservato molto attentamente le foglie, gli alberi e l'erba
e non ho mai visto due esemplari assolutamente uguali.
Certo possono assomigliarsi molto,
tuttavia nell'esaminarli con cura ho trovato che si differenziano sensibilmente tra di loro.


OKUTE OGLALA LAKOTA (SIOUX)

domenica 26 giugno 2011

SOGNO E REALTA'


Com'è cieco colui che immagina
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non risce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l'uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;
e capirà che l'idea è un segmento
di conoscenza
ancora ineslicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa
nello spirituale
per piegarsi al reale.

Kahlil Gibran

sabato 25 giugno 2011

..Forse


E' Meglio essere Odiati per ciò che siamo....
Che amati per la maschera che portiamo!!

martedì 14 giugno 2011

...Parlami del tempo...

E un astronomo disse:
Maestro, parlaci del Tempo.

E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire.

Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto
Entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere,
E non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?

Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.


Kahlil Gibran 

..Il Tempo..



Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino..

Street Art 3d

La Street Arte 3d a dir poco Stupenda!!!






Questa è più che arte!