sabato 16 febbraio 2013

Tell The Owl - Argomento ⑪:

Luoghi con energie particolari - Genius Loci

Interessante! in questo argomento si parlerà del Genius loci , ovvero un entità legata al luogo che muta con il tempo ed anche con le energie che hanno abitato il posto... ad essere sincera pur conoscendo l'argomento non ho mai approfondito a riguardo o provato ad invocare un genius loci o almeno non volontariamente.

Quando mi trovo a stare a stretto contatto con la natura riesco facilmente a percepire le energie del luogo e se mi concentro tramite alcune pratiche riesco a mettermi in contatto con loro e percepire il luogo esatto di dove risiedono , una volta in un parco dove c'era un boschetto con i miei due amici che seguono questo percorso stavamo cercando un luogo giusto per poter celebrare l'esbat , arrivati in un certo punto del sentiero che stavamo proseguendo esattamente vicino agli antichi acquedotti romani abbiamo percepito una strana sensazione e ci siamo involontariamente tutti e tre fermati più o meno nello stesso punto , il tempo di parlarci fra di noi e capiamo che il luogo non era favorevole alla nostra presenza , era come se non voleva che andassimo oltre e non gradiva che noi eravamo li , in quel momento abbiamo deciso di cambiare rotta anche per non avevamo i mezzi per poter approfondire....

In altri modi mi ricordo la prima volta che conobbi due persone che mi svelarono questo cammino durante una passeggia vicino casa della mia bis nonna dove andavo tutti gli anni in vacanza sentivo qualcosa che mi attirava al di fuori del sentiero che seguivo sempre e che poi alla fine mi portò dove delle "streghe" stavano celebrando .

Riesco involontariamente e sempre a collegarmi con il luogo dove sono molte volte questa cosa quando ancora non sapevo influiva addirittura sulle mie emozioni , quando poi ho imparato a riconoscere queste energie capivo quando e come ero in grado di respingerle o farle entrare.

Tornando invece ai luoghi a cui sono legata ce ne sono molti che scelgo ogni volta come un mio "rifugio" per entrare in contatto meglio con la mia spiritualità o per celebrare gli esbat/sabba quelli a cui sono più legata appartengono al mio passato ed hanno un significato speciale per me, il primo è dove come dicevo prima ho incontrato due signore che mi hanno fatto conoscere quest'arte ed questo in foto , infatti questo luogo oltre che magico è pieno di energie positive è in un luogo particolare dove i quattro elementi entrano in completa sintonia ed è per questo che è ancora più speciale , li scorre un piccolo ruscello di un acqua che si può bere e limpidissima , i raggi del sole arrivano sempre filtrando tra i magnifici alberi e il tutto è cullato dalla voce del vento che sfiorando le rocce sembra che canti ....io la considero la mia sorgente ,infatti da li che viene il nome del mio forum dove cerco di condividere e divulgare questa fantastica arte...

il secondo è il giardino dietro casa , dove oltre a crescere tutte le mie erbe , ci sono anche gli alberi e piante che ogni volta ci donano una parte di loro , in particolare li risiede il mio ciliegio , con questo luogo ho un rapporto particolare oltre per il fatto che risiede l'albero che mi ha donato la mia bacchetta , ma anche perchè li riposa per sempre la mia micia zafira che dopo due anni posso ripetere urlando che lei non era un semplice animale e ciò che ha insegnato e trasmesso non ha limiti , ma questa è un altra storia che non vorrei toccare , quindi tornando al luogo nel caso in cui non posso allontanarmi ho avuto modo di celebrare le festività ma anche solo di sdraiarmi ai piedi del mio ciliegio e concedermi completamente alla natura , entrare in piena simbiosi con il mio lato spirituale e parlare con essa...

e un altro luogo che merita di essere qui è un posticino lungo mare nelle grotte inutile dire che questo posto è magico , bisognerebbe provare ad andarci ed ascoltare ciò che ti fà sentire e trasmettere...

Proprio per parlare ora in questo momento alle 22:16 ..ero qui a scrivere l'argomento e sento muovere la sedia sotto di me, un buco allo stomaco! , è il terremoto!! Non sto scherzando mentre scrivevo ha dato una scossa assurda di terremoto XD

Comunque per concludere vorrei solo dire che La Natura è fantastica , in silenzio riesce a darmi emozioni mai provate...

Tell The Owl - Argomento ⑩:

La nostra festa e la ruota dell' anno

Allora devo dire che mi piace molto quest'argomento , anche perchè adoro celebrare tutti sabba celebrandoli proprio una festa!
Durante la ruota dell'anno mi capita spesso di organizzare delle giornate speciali per il sabba in questione , celebro sempre all'aperto apparte quando il tempo non è dalla mia parte.
Di solito dipende la festività mi rifugio in cima a una montagnola dalle mie parti dove oltre ai boschetti ci sono delle distese magnifiche dove c'è una tranquillità fantastica e si può ammirare anche la città dall'alto pur rimanendo nella completa tranquillità della natura.
Un altro luogo dove mi rifugio durante le festività è nel mio boschetto giardino dietro casa ho molto terreno di mia proprietà , quindi quando le tempistiche lavorative non mi permettono di allontanarmi tanto vado lì.
Di solito mi piace molto celebrare le festività da sola anche perchè riesco sempre a ricavarmi quei momenti di riflessione e tranquillità che forse solo durante quei momenti riesco a dedicarci cosi tanto tempo , però mi piace festeggiare anche in compagnia dei miei due amici che come me da sempre seguono quest'arte e condividere con loro questi festeggiamenti è divertente e fà stare bene , tra picnic , balli , canti e momenti dedicati oltre alla celebrazione ritualista ma anche al confrontare opinioni sui cambiamenti e gli insegnamenti che abbiamo ricevuto durante il tempo trascorso dall'ultima festività.
La cosa che adoro di più durante i sabba è coinvolgere sia la mia famiglia che gli amici ai festeggiamenti , facendo apprezzare il significato e le usanze della festività in questione , in famiglia ormai essendo anni che mi dedico a questo percorso riesco completamente a renderli partecipi e oltre a non fare commenti negativi si sentono ogni anno che passa sempre più parte del festeggiamento , dalle decorazioni della casa a dei veri e propri momenti di festeggiamento della festività.

Non c'è una vera e propria festività a cui sono legata perchè ad ogni festività ho un legame particolare del mio percorso , come il mio primo sabba celebrato , quello in cui sono stata iniziata , oppure quello in cui ho condiviso dei momenti speciali con delle persone per me importanti , quindi scegliere un sabba di preferenza mi è quasi impossibile ^^
Posso però dire che adoro particolarmente Beltane e Samhain perchè con entrambi ho un rapporto particolare durante le celebrazioni e si posso dire che hanno qualche punto in più a differenza delle altre , anche se come già detto ogni festività è legata a dei momenti particolari della mia vita e mi piace festeggiarle tutte.
Cerco di essere sempre regolare con i festeggiamenti infatti alcune volte mi è capitato di spostare i turni al lavoro oppure prendermi proprio un giorno per avere la possibilità di festeggiare, anche perchè come per le altre religioni/tradizioni ci sono dei giorni di "riposo" per le feste anch'io mi ritaglio per le mie festività dei giorni completi di festa!

La mia ruota lunare è un pò gestita da me e da come mi sento in quel momento , cerco sempre di celebrare gli esbat sia in compagnia che da sola e rigorosamente all'aperto , sia per la sola celebrazione sia per eventuali rituali che devo eseguire , però capita alcune volte di non sentirmi perfettamente in forma e dedichi questa giornata alla semplice chiacchierata , meditazione o ad altre arti magiche con cui sento il bisogno di esprimermi e quindi non necessariamente all'aperto.

Come già toccato quest'argomento seguo un culto particolare e non neo.pagano quindi non mi trovo molto in sintonia a celebrare seguendo dei schemi ben precisi , penso che qualsiasi pratica,celebrazione o festeggiamento legato all'arte della magia bisogna essere del tutto naturale e istintivo , infatti la mia ruota dell'anno è basata principalmente su cosa la mia anima senti di fare in quel momento e cosa mi rende completamente a mio agio e mi faccia stare bene..


Daphne VolvaRagnarok

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:



X - come Xochipilli


Nella mitologia azteca, Xochipilli ("principe dei fiori") era il dio dell'amore, dei giochi, della bellezza, della danza, dei fiori, del mais e della musica. Sua moglie era Mayahuel e sua sorella gemella Xochiquetzal. Essendo considerato uno degli dei responsabili della fertilità e del raccolto, è stato associato a Tlaloc, dio della pioggia ed a Centeotl, dio del mais. A lui viene fatto riferimento anche come Macuilxochitl, che significa "cinque fiori". (Xochi deriva dal termine nahuatl 'xochitl', cioè 'fiore', mentre 'pilli' significa 'principe' o 'bambino')

Verso la metà del 1800, una statua azteca raffigurante Xochipilli, fatta risalire al XVI secolo, fu portata alla luce nei pressi delle pendici del vulcano Popocatepetl, vicino a Tlamanalco. La statua rappresenta una figura seduta su un piedistallo a forma di tempio.

Uno dei documenti archeologici più significativi che testimonia l’intimo rapporto dell’uomo precolombiano con le piante psicoattive è rappresentato dalla raffinata statua in pietra raffigurante una particolare divinità del complesso pantheon divino azteco: Xochipilli, il “Principe dei Fiori”. Alta 80 cm, datato al 1450 d.C., è attualmente conservata presso il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico.


La caratteristica principale di questa statua è l’aspetto estatico della maschera che porta sul viso; un estatismo intimamente associato alle numerose rappresentazioni di vegetali – tutti psicoattivi – raffigurati in bassorilievo sul suo corpo.

Disegni dei motivi fungini e floreali incisi sulla statua di Xochipilli (da Wasson, 1973)



Un’attenta indagine botanica ha portato all’identificazione dei vegetali incisi: fiori di Turbina corymbosa (ololiuqui), Nicotiana tabacum, Heimia salicifolia (sinicuichi), Quararibea funebris (poyomatli) (Wasson 1973). Nel piedistallo della statua sarebbero raffigurati funghi del genere Psilocybe.

L’estatismo è una caratteristica di numerose statuine mesomaricane, il cui insieme meriterebbe un’indagine specifica (si vedano ad esempio le statuine riprodotte in Wasson 1983 e le due pietre-fungo che hanno raffigurato alla base un viso umano in estasi, proposte all’attenzione da Lowy, 1980).

Nella letteratura nahuatl e nelle fonti del periodo della Conquista Xochipilli, oltre ad essere il principe dei fiori, è il dio del sole nascente, del gioco, della poesia e dell’arte (Fernández, 1959).

Wasson, Schultes e Hofmann sono arrivati alle conclusioni che Xochipilli rappresenti una figura in preda all'estasi. La posizione e l'espressione del corpo, uniti ad una evidente rappresentazione di piante allucinogene risaputamente usate dagli Aztechi nelle cerimonie sacre, avvalorerebbero questa interpretazione.


Fonti:
FERNÁNDEZ JUSTINO, 1959, Una aproximación a Xochipilli, Estudios de Cultura Nahuatl, vol. 1, pp. 30-46.

LOWY BERNARD, 1980, Ethnomycological Inferences from Mushroom Stones, Maya Codices and Tzutuhil Legend, Revista/Review Interamericana, vol. 10, pp. 94-103.

WASSON R.G., 1973, The role of “flowers” in Nahuatl culture: A suggested interpretation, Harvard Botanical Museum Leaflets, vol. 23(8), pp. 305-324.

wikipedia - Samorini.it

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:


V - come Vampiro


Con il termine "vampiro" si identifica lo spirito di una persona defunta o del suo cadavere, una creatura-simbolo delle forze del male che si agitano in una specie di vita quando "la luce del Sole é morta".
L'origine del Vampiro é antichissima e con diverse varianti, si perde nella notte dei tempi ed ha un notevole ruolo nella cultura di quasi ogni popolo.
L'origine del Vampiro si perde nella notte dei tempi, certi metodi osservati nelle necropoli preistoriche in cui grosse pietre sono piantate sul corpo dei morti per impedirgli di tornare dall'aldilà fa presupporre la credenza nel Vampiro.
Il più antico testo si legge in una tavoletta babilonese conservata al British Museum: una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue,che erano gli Etimmé.
Gli antichi ebrei temevano l'Aluka (letteralmente "succhiatore di sangue"), un essere che assaliva i viandanti nel deserto.
La stessa Lilith, demone assiro diventato nella tradizione ebrea la prima e malvagia moglie di Adamo che era un demone del genere "Succubus", la variante femminile del genere "Incubus": golosa del seme umano entra di notte letto degli uomini e li prosciuga di ogni forza.
Da Lilith, le Lilin: queste succhiano il sangue dei bambini e se un bambino ride durante il sonno vuol dire che sta giocando con Lilith, per salvarlo occorre dire (possibilmente in ebraico) "Adamo, Eva, fuori Lilith!".

Secondo la versione più accreditata il termine Vampiro deriva da un manoscritto russo del 1047 circa in cui compariva la parola Upir.
Per l'esattezza il termine usato da un principe di Novgorodian era "Upir Lichyj" che è stato tradotto in: vampiro malvagio.
Da qui è stato coniato il termine Vampiro, che identificava uan creatura spietata che si nutriva a danno di: sangue o anima o carne, delle sue vittime.
Ancora oggi i termini con i quali sono indicati i vari tipi di vampiri in quelle zone sono assai affini fra loro ed alla parola d'origine Upir (anche se le caratteristiche vampiriche sono differenti, alcune bizzarre)

Vampirismo tra antiche credenze e folclore popolare

Oggi si sente parlare spesso di vampiri, la fiction, la letteratura, gli stessi media ci bombardano con storie di “revenants” più o meno attuali che affondano le loro radici in antiche paure dell’uomo, remoti tabù che ancora oggi ritroviamo nel folklore popolare.
Prima di definire i “vampiri” dobbiamo soffermarci su quell’antico retaggio culturale che ancora fa capolino tra le nostre vite la Necrofobia (da necros morte e phovos paura).
Da sempre l’uomo ha avuto timore dei propri trapassati, come testimoniano antichi detti popolari come il famoso “i morti portano morte”, nascono così tutta una serie di rituali, da cui poi trae origine quello funebre, che aveva proprio lo scopo di relegare i morti nell’aldilà e di ucciderli una seconda volta. La necrofobia non è del tutto inspiegabile, nel passato infatti molti erano i casi di morti “misteriose” legate a qualche malattia non ancora conosciuta che poi, dopo la prima vittima si diffondeva tra i vivi e così il collegamento al morto come “revenant”, l’untore, non era del tutto ingiustificato.
In realtà dovremmo distinguere la necrofobia rituale, cioè legata proprio a credenze sull’aldilà e sul defunto da una necrofobia successiva diciamo altomedioevale, che, comunque appoggiandosi ad antiche credenze era legata a malattie o epidemie che poi hanno fatto nascere il mito del vampiro o Nosferatu , il “non morto” come oggi lo conosciamo.
La stessa possibilità del vampiro di trasformarsi in animali quali topi o pipistrelli è successiva, mai ipotizzata dal razionale uomo primitivo, e proprio legata al fatto che questi animali avevano la caratteristica di diffondere le epidemie e così il morso di un topo portava al contagio e alla sua associazione con la creatura misteriosa. Le malattie infettive e le strane morti diventano così attributi del nuovo “vampiro” , tubercolosi con perdite di sangue dalla bocca, rabbia, fotofobia, morti apparenti, disturbi mentali, bronchiti e polmoniti diventano le nuove caratteristiche dei non morti, creando un netto distacco con le tradizioni antiche.
Un esempio è la protoporphyria crythropoietica, malattia che colpisce i globuli rossi rendendo i soggetti affetti impossibilitati ad esposizioni solari, e non del tutto rara durante il medioevo soprattutto in area slava a causa di dai matrimoni consanguinei tra i nobili locali e forse per questo motivo, proprio perchè fortemente “colpiti” da questi strani eventi, questi paesi han conservato una memoria vampiresca più sviluppata che in altri luoghi. Lo stesso termine “vampiro” è relativamente recente e di origine slava, legato alla radice “pi” cioè stregone e al verbo “wempti” che significa bere.
La paura della luce diventerà caratteristica predominante del “vampiro letterario” chiamato poi Dracula (da Dracul e cioè stregone in Rumeno) personaggio ispirato allo storico Vlad Tapes, principe della Valacchia forse associato al “revenant” a causa dei suoi severissimi metodi di governo. In realtà Vlad fu un grande paladino della Cristianità contro l’incombente pericolo turco che riuscì a sconfiggere anche disponendo di un esercito notevolmente inferiore, utilizzando una vera e propria arma psicologica. La storia narra che quando i turchi arrivarono alla capitale del regno, Targoviste, trovarono circa 8.000 pali ove erano stati infissi altrettanti prigionieri. L’impatto fu così inaspettato e tremendo che decisero subito di ritirarsi.
Lasciando alle spalle il Medioevo e tornando molto indietro nel tempo uno dei motivi per i quali si diventava vampiri era la violazione di un tabù, infatti violando alcuni precetti della religione locale il credente entra in una vorticosa spirale di causa-effetto che per lui diventa dannosa se non addirittura mortale.
J.Frazer, nel suo famosissimo libro, “il Ramo D’oro”, descrive una serie infinità di tabù, ad esempio tra le tribù africane si crede che se durante la caccia una moglie sia infedele il marito verrà morso da un serpente e morirà, nasce così l’idea del “non morto”, l’uomo che torna dopo la morte per vendicare il tabù violato. Seguendo la stessa idea le donne morte durante il parto, i bambini defunti ancora in fasce essendo stati strappati con forza alla vita vogliono portare i loro parenti con loro nell’aldilà. Il rito funebre nasce proprio per questo, esso è visto all’inizio con lo scopo di rompere drasticamente il legame tra il defunto e le vita sulla terra ed impedire un ritorno in “vita” dell’estinto.
Una della tante credenze è quella legata alla nutrizione del morto, infatti si credeva che anche nell’aldilà il defunto dovesse nutrirsi e se non avesse trovato agevolmente cibo sarebbe ritornato sulla terra alla ricerca dello stesso.
Proprio per questo motivo spesso le tombe venivano provviste di cibi reali o simbolici come raffigurazioni o semplice vasellame o ancora grano e cereali. Nell’antica Grecia troviamo molte tradizioni che riferiscono di banchetti tenuti sulla tomba del morto in modo da “alimentare” e “nutrire” il cadavere, pratiche di cui troviamo ancora traccia nel 1700 nel “de masticatione mortuorum in tumulis” di M.Raufft o in altre strane tradizioni ancora presenti come l’usanza nel caso di recenti lutti in famiglia, di occupare tutti i posti a sedere durante feste o banchetti, in modo che il morto non potesse trovare posto per la sua presenza, oppure di offrire un pranzo o la cena ai convenuti al funerale del defunto, o ancora le tradizioni che ritroviamo in molti paesi del sud Italia e in particolare di Lucania ,Puglia o Calabria ove si usa porre sul davanzale delle case, nel giorno dei morti.
Un’altra strana credenza legata sempre all’alimentazione del defunto è quella che essi si cibassero di carne umana e da questa al sangue il passo diventa breve.
“non ti nutrirai del sangue perche’ il sangue e vita: e tu non devi mangiare la vita insieme alla carne” Deuteronomio XII-23
“soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue .Del sangue vostro, anzi, ossia della vostra vita,io domanderò conto” Genesi IX-4
Altra interessante usanza per impedire ad un morto di resuscitare era quella di deporlo a faccia in giù nella tomba con un gran masso su di esso. In questo senso sono state fatte interessantissime ricerche dalla Dott. Anastasia Tsaliki1 che si occupa proprio di sepolture “fuori dal comune”, come quelle ritrovate a Cipro e datate circa 7000-2500 a.C. ove i cadaveri sono stati ritrovati in piccole tombe deposti in posizione contratta schiacciati da lastroni di pietra o ancora alcune volte decapitati, in modo da impedire in ogni modo il ritorno alla vita.
Sepolture simili le abbiamo ritrovate anche in Italia, a Trani, in località “Capo Colonna” databili IX-VIII sec. a.C.
Sono state ritrovate due sepolture, nella prima era deposto un individuo in posizione inginocchiata schiacciato da un enorme masso posto alle sue spalle, mentre nella seconda tomba molto più grande, son stati trovati tre defunti anch’essi schiacciati con più massi.
Da questo tipo di tradizioni potremmo quasi avanzare una ipotesi curiosa, forse le lapidi che oggi si usa porre al di sopra delle tombe potrebbero essere un antico retaggio culturale proveniente proprio da queste usanze, da antichi timori dell’uomo mai veramente sopiti.
Numerose comunque erano le tecniche usate per evitare la venuta dei revenants, molto spesso i cadaveri venivano deposti con mani e piedi legati, i cui segni poi sono facilmente interpretabili da analisi in laboratorio sulle loro ossa, altra interessante tecnica era quella di “inchiodare” il morto, e così a Chalkidiki, in Grecia, è stato trovato un cadavere con un cuneo bronzeo in fronte o ancora da scavi effettuati nel castello di Lamia, e’ stato rinvenuto un scheletro inchiodato da tre elementi in ferro. Il ritrovamento farebbe sorgere anche delle strane interrogazioni sull’etimologia del paese, infatti i “Lamia” (poi tra i romani chiamate Empuse) erano antichi vampiri, per lo più raffigurati come donne e immaginate metà umani e una metà animali.
Altro interessante rituale era poi la frattura delle dita delle mani o l’estrazione di un dente effettuata sul corpo del cadavere. Questo tipo di riti venivano spesso utilizzati nelle iniziazioni ove bisognava realizzare una finta morte in modo che poi l’iniziando potesse risorgere a nuova vita: illuminato. Ebbene, queste tecniche per realizzare una morte simbolica venivano utilizzate anche per generare una ulteriore morte nel defunto, a Trani ad esempio sono stati ritrovati i cadaveri senza l’incisivo, il che appunto farebbe pensare proprio a un rituale come quello precedentemente descritto, una credenza non ancora del tutto dimenticata dato che, nel folklore popolare sognare la caduta di un dente significa perdita di una persona viva e dunque un presagio di morte, una morte simbolica che affonda le sue radici in antichi timori che accompagnano l’uomo fin dai primordi.


Fonti:
1 Bioarchaeologist, Dept. of Archaeology, Science Site, South Road, University of Durham, Durham DH1 3LE - UK.
2 Andrea Romanazzi

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:


U - come Udjat


L'Udjat è un simbolo che nella antica religione egizia raffigura l'occhio del Dio Horus dalla testa di falco, figlio del Dio Osiride e della Dea Iside. Horus per vendicare la morte di suo padre ucciso da Seth, Dio del male e anche zio, viene accecato all'occhio sinistro con una lancia e guarito poi dal fratello Thot, Dio della magia dalla testa di ibis. Anche questo è un simbolo e un potente amuleto molto importante e frequente nella religione egizia, il suo scopo è quello di proteggere le anime dei defunti nell'Aldilà in quanto simbolo di rigenerazione. Lo si puo vedere spesso raffigurato nelle pitture egizie come un occhio con trucco tipico e con sopracciglio e con una specie di spirale sotto, probabilmente a rappresentare il piumaggio dello stesso falco.

Inoltre un altro significato dell'occhio sinistro rappresenta la consapevolezza, visione interiore, la parte spirituale di ogni essere umano, contrapposto all'occhio destro che vede il mondo materiale, mentre entrambi gli occhi rappresentano l'Universo, simile al concetto dello Yin-Yang. L'utilizzo pratico dell'Udjat è però di tipo matematico: le linee che lo compongono infatti sono algebricamente connesse da un rapporto numerico per cui è possibile, conoscendo questo rapporto, utilizzare l'Occhio di Horus come un vero e proprio "metro" ante-litteram. L'Udjat è stato poi associato al massonico Occhio Onniveggente, anche per via della presenza in questo simbolo di una piramide. Da ricordare anche che l'Udjat, prima di essere associato al Dio Horus, era stato attribuito anche al Dio supremo Ra.



sabato 2 febbraio 2013

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:


T - come Tamburo sciamanico



Il tamburo è il principale veicolo dello sciamano per muoversi attraverso le diverse dimensioni.
Ci sono molte teorie esistenti su come il Tamburo dello Sciamano riesca a provocare in chi lo ascolta e percepisce, stati di coscienza alterati:

* Sintonia con il ritmo del grembo della madre terra
Questa teoria si basa sul fatto che la mente istintiva ha il suo archetipo originario del proprio percorso di vita nel grembo della vita dell’universo, e che gli spazi illuminati all’interno del Labirinto nel quale noi tutti ci muoviamo, allo stesso modo dei propri ritmi di vita e delle conoscenze di ognuno sono morfologicamente simili tra di loro perché traggono origine dalla stessa matrice.

* Alta concentrazione di frequenze cerebrali Delta
Le frequenze cerebrali Delta si trovano tra il mezzo Hz e i 4 Hz e di solito si manifestano durante una ipnosi profonda accompagnata da forti visualizzazioni e altri vari stati di elevata consapevolezza inclusi stati di Apprendimento Superiore, nei quali la musica è suonata con la frequenza di 1 Hz per favorire l’apprendimento. Il ritmo di un buon tamburo sciamanico emette appunto una grande quantità di queste frequenze. Tali frequenze non sono percepibili dall’orecchio umano ma nonostante ciò sortiscono forti effetti sul corpo umano.

* Trascendere le comuni, limitate capacità percettive dei sensi tramite il loro sovraccarico con una fonte energetica superiore
Il proprio sé “razionale” è una ragnatela che contiene una quantità quasi illimitata di idee fisse che stabiliscono una relazione con la realtà estremamente riduttiva e limitata. Quindi, se si vuole realmente esplorare nuove idee e nuovi modi di vita più vantaggiosi e più propizi al nostro benessere,bisogna uscire dalla gabbia della razionalità. Il ritmo monotono del tamburo può essere veramente utile a questo scopo.

* Risonanza con gli impulsi elettromagnetici della Terra
Ciascun fulmine che colpisce la Terra riverbera attorno ad essa per molto tempo, ed in ogni istante un fulmine sta sempre colpendo da qualche parte nel mondo. Questa é quella che noi chiamiamo la continua risonanza, ed un bravo e dotato suonatore di tamburo Sciamanico riuscirà facilmente ad andare a tempo con questo ritmo.

La reale funzione del Tamburo nel Viaggio Sciamanico
In realtà queste teorie sono comunque tutte corrette ma non sono capaci di descrivere efficacemente le realtà dello Sciamano e del suo tamburo. Questo perché il tamburo è una creatura viva, senziente e ha in sé la straordinaria capacità di trasportare lo sciamano in altri piani di esistenza.

Pertanto, l’artigiano che fabbrica il tamburo Sciamanico costruisce non solo un oggetto fisico ma bensì un organismo vivente con proprio carattere peculiare fondato sul fine per il quale è stato creato. Così lo spirito del tamburo si incarna nel tamburo che più si adatta al suo scopo esistenziale.

Nel caso particolare in cui un tamburo non sia totalmente vivo cioè dotato di una propria coscienza individuale, il principio della risonanza morfologica tra il carattere del tamburo e l’intenzionalità di colui che lo suona diventa il fattore più significativo rispetto a tutti gli altri fattori meramente meccanici. Il fatto che il suono del tamburo Sciamanico abbia già evocato stati estatici di coscienza nell’arco di migliaia di anni, significa che ogni volta che un Maestro sciamano suona il tamburo, tutti quelli che lo hanno suonato prima di lui gli stanno dietro suonandolo all’unisono. Questa sinfonia suonata da migliaia di presenti, passati e futuri suonatori di tamburo,tutti perfettamente focalizzati nel loro strumento per dare il meglio del meglio, giunge sino a noi attraverso le ere direttamente nel momento presente. Questo fenomeno induce nell’arco di pochi secondi una profonda trance in tutti i presenti.

La già di per se potentissima sonata di tamburo diventa ancora migliore con una coppia uomo/donna di Sciamani.
Il tamburo vive di vita propria ed ha una sua anima che si lega a lui come l’anima di un essere umano entra nel feto quando è ancora racchiuso nel grembo materno. Cio’ si rivela con chiarezza quando si inizia a suonarlo e si vede come abbia un suo ritmo particolare dettato proprio dall’anima che si è incarnata in lui. Qualche studente fa domande del tipo: “Forse che le cinghie che legano insieme le pelli animali di cui Il tamburo é costituito rappresentano le dimensioni?” La verità è che la consapevolezza del tamburo è va molto aldilà di qualsiasi “rappresentazione” In altre parole la consapevolezza del tamburo, che si esplica attraverso gli intrecci delle cinghie che lo tengono insieme, si estende in 9 dimensioni. Pertanto le cinghie del tamburo no rappresentano le 9 dimensioni ma bensì esse stesse si trovano a cavallo delle 9 dimensioni nelle quali le persone che odono il magico suono del tamburo vengono trasportate.

Per la maggior parte dei viaggi Sciamanici nel corso dei vari trattamenti, sostanzialmente si usano solo tre semplici ritmi. Un ritmo monotono sintonizzato sulla frequenza di 4 Hz per la maggior parte dei viaggi, un altro che si attesta attorno ai 9 Hz utilizzato per viaggi particolarmente impegnativi in cui viene richiesta la produzione di una maggiore quantità di energia, ed infine il ritmo proprio del cuore per viaggi orientati alla riscoperta del cuore e della Grande Madre.

Infatti,l’armonia dell’ universo funziona in modo che per ciascuno degli spiriti o dei poteri della natura vi é un ritmo differente. Noi possiamo scegliere in questa sterminata varietà il ritmo che fa per noi richiamando istantaneamente il potere della natura ad esso associato.

Bibliografia:
-CreaturaLunare
Il Tamburo dello Sciamano parla
per Rowland Anton Barkley - lo Sciamano della Trance-Formazione Profonda


domenica 13 gennaio 2013

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:


S - come Strega


John William Waterhouse: “The Magic Circle” - (1886)



La strega è una donna ritenuta dedita all'esercizio della stregoneria, ovvero, secondo vasta credenza popolare tradizionale a molte culture, una donna che si ritiene sia dotata di poteri occulti.
La figura della strega ha però radici che precedono il Cristianesimo ed è presente in quasi tutte le culture.
È stata avanzata l'ipotesi che la stregoneria sia l'interpretazione fantastica dell'intossicazione da Ergot.

Il termine deriverebbe dal greco "stryx, strygòs" e sta per "strige, barbagianni, uccello notturno", ma col passare del tempo assunse il più ampio significato di "esperta di magia e incantesimi". Nel latino medioevale il termine utilizzato era lamia, mentre nelle varie regioni d'Italia il sostantivo varia molto a seconda della zona. Possiamo perciò trovare:

Masca o Maggia (Piemonte)
Stria o Bàsura (Liguria)
Borde (Toscana)
Strìa, Maggia (Lombardia, Emilia, Trentino Friuli-Venezia Giulia)
Cogas, stria, brúscias o maghiargia (Sardegna)
Strìa/Striga/Strigo (Veneto)
Janara (Sannio) e (Irpinia)
Mavara (Sicilia)
Magara (Calabria e Basilicata)
Masciáre o chivàrze (Taranto e provincia)
Macàra (Salento)
Stiara (Grecìa Salentina)
Stroll'ca (Umbria)

Il termine stregoneria, sta ad indicare un insieme di pratiche magiche e rituali, spesso a carattere simbolico; questo termine nel corso dei secoli ha assunto diverse valenze negative o positive a seconda del punto di vista degli autori che hanno trattato l'argomento.
Ad esempio presso le religioni monoteiste le pratiche stregonesche sono state etichettate in maniera spregiativa, considerate distinte dalla religione vera e propria in quanto, sempre dal punto di vista dei monoteismi, collegata a forze occulte che l'officiante (strega) cerca di dominare e di utilizzare per i propri fini.
Invece ad esempio dal punto di vista del neopaganesimo il termine stregoneria è stato rivalutato ed usato per indicare quelle pratiche antichissime (soprattutto rurali), che sopravvissero all'avvento dei monoteismi ed all'estirpazione violenta degli antichi culti pagani e che in seguito vennero perseguitate con forme di violenta intolleranza come la caccia alle streghe.
Il termine deriva dal latino strix con cui si indicava un rapace notturno (lo strige o barbagianni) dal verso acuto (da cui il nome), che le leggende popolari accusavano (erroneamente) di succhiare il sangue delle capre. A questo uccello venne associata successivamente la strega una donna che prevedeva il futuro e praticava la magia e che, secondo gli autori cristiani, aveva affari con il diavolo, perciò venne considerata malvagia e le sue pratiche definite come stregoneria.


La Santa Inquisizione


 Il fenomeno della stregoneria si diffuse massicciamente in Europa tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, quindi fra la metà del ‘400 e la fine del ’600: si parla di una vera e propria “Caccia alle Streghe”, una sorta di ossessione che portò a una persecuzione accanita, con un numero elevatissimo di processi e condanne, anche capitali.

Non si possiedono cifre esatte e le stime degli studiosi differiscono, ma alcuni ritengono possibile che siano state processate più di 110.000 persone e che di queste almeno 60.000 siano state giustiziate.

Anche nei secoli precedenti erano note e diffuse nei villaggi varie “pratiche magiche” risalenti all’epoca preistorica: il legame tra l’uomo e la natura lo portava a credere negli spiriti dei boschi, dell’acqua, del fuoco, del grano, della caccia, divinità di cui poteva invocare l’aiuto.

Nel tempo si tramandarono formule e incantesimi i cui scopi erano: ottenere guarigioni, onore, favori, ricchezze, rendere fertili i campi e il bestiame... tipiche credenze contadine all’interno delle quali si poteva distinguere una “magia bianca”, produttiva di effetti benefici; e una “magia nera”, che mirava a produrre effetti malefici.

La Chiesa aveva un atteggiamento tollerante a patto che le pratiche non creassero danni: solo allora venivano condannate e i maghi puniti.
Gli antichi canoni ecclesiastici, infatti, erano scettici riguardo all’esistenza delle streghe e ai loro poteri magici: sostenevano trattarsi di fantasie, di invenzioni e doveva essere considerato eretico non chi raccontava di possedere tali poteri ma chi credeva che questi fossero realtà!

Fu verso la metà del ‘400 che la magia cominciò a essere interpretata dalla Chiesa come opera del demonio. La chiamata di qualunque spirito o divinità non cristiana cominciò a essere interpretata dalla Chiesa come abbandono della fede; dovevano dunque essere denunciati alle autorità ecclesiastiche i “maghi”, le “fattucchiere” e anche i loro clienti.

Il ‘500 e il ‘600 furono secoli di paura, di tensioni sociali in tutta Europa con guerre, epidemie e miseria. L’unità del mondo cristiano si era dissolta in seguito ai movimenti dissidenti della Riforma Protestante, la fede non bastava a garantire una vita serena al riparo da eventi disastrosi, la Chiesa, infatti, poteva garantire solo la salvezza dell’anima, non certo la sicurezza materiale, di non incorrere in malattie, né un’efficace protezione contro i malefici e le persone crudeli.
Gli stessi teologi e le gerarchie ecclesiastiche vivevano un periodo di grande insicurezza, le credenze iniziavano a vacillare e sempre più persone abbandonavano la religione Cristiana Cattolica per unirsi ai Protestanti: un segno della crisi è dato proprio dal ricorso allo sterminio come unica possibilità di eliminare chi metteva in discussione la fede.
Quello che gli imputati confessavano, che si trattasse di estorsioni o di pure fantasie, per i giudici diventava reale; nessuno era immune alla caccia e la paura cresceva.
Ma timore e sospetto non avrebbero scatenato la persecuzione delle streghe se non fossero esistiti gli strumenti giudiziari per istituire i processi e quei movimenti creati per distruggere sul nascere ogni forma di ribellione.

Giudici e processi

Prima della “Caccia alle Streghe” i tribunali ecclesiastici si occupavano dei crimini spirituali mentre i tribunali secolari dei reati penali e dei danni materiali, inoltre, è da sottolineare che i tribunali ecclesiastici emanavano le sentenze ma non potevano eseguire le punizioni e le condanne e quindi si rivolgevano ai giudici laici.
La stregoneria, a partire dal ‘500, venne inclusa fra i crimini secolari; in teoria sarebbero stati i tribunali laici a occuparsi di questo particolare reato… ma nacque proprio qui l’alleanza e la collaborazione tra gli inquisitori e il clero.
Bisogna quindi dire che, se la Santa Inquisizione è sempre stata vista come un simbolo dell’epoca dei roghi, questo è sbagliato; anche se la Chiesa mise il suo zampino, a occuparsi dei processi, delle torture e delle condanne furono i magistrati laici, con l’eccezione della Spagna e dell’Italia.

Un altro importante particolare, che ha reso la giustizia falsa e vergognosa in tutto quel periodo, fu il cambiamento del tipo di sistema.
Infatti, prima, esisteva il così detto Sistema Accusatorio, nel quale solo un cittadino poteva accusare un'altra persona, ciò doveva essere fatto sulla base di prove valide e confermabili, anche perché se l’accusa risultava non vera si attivava la “legge del taglione”, cioè veniva punito chi aveva denunciato ingiustamente. I processi erano quindi molto pochi.
A partire dal 1200, questo sistema, venne sostituito dal Sistema Inquisitorio, in cui tutti potevano accusare tutti, senza l’ombra di una prova e senza correre rischi.
Le persone che, in teoria, avevano compiuto il crimine venivano processate, ma bastava che ci fossero due testimonianze contro di loro e il gioco era fatto… venivano condannate!
Per le persone processate per stregoneria le cose risultavano ancora più dure e pesanti… la Chiesa sosteneva la necessità di intervenire assolutamente sia per salvare la comunità, sia per purificare l’anima del peccatore! Per questo motivo, venne ritenuto importante far confessare la presunta strega a tutti i costi… anche con l’uso delle torture più atroci!


- IX secolo, nacquero le figure dei Tempestari, persone che venivano accusate di causare con i loro poteri le tempeste, la distruzione delle coltivazioni, la morte del bestiame e le carestie!
Questi personaggi venivano puniti duramente: 200 frustate e l’obbligo di umiliarsi sfilando nei villaggi con il capo rasato!
In realtà erano solo i capri espiatori del malessere generale!

- Anno 829, al Sinodo dei Vescovi venne dichiarato: “I loro poteri possono inquinare l’aria, scatenare tempeste e grandine, prevedere il futuro, privare una donna di figli e di latte e darli, invece, a un’altra e operare molti altri prodigi!”

- Anno 1233, con una bolla papale viene decisa la nascita della Santa Inquisizione.

- Anno 1275, viene messa al rogo la prima strega a Tolosa.

- XIII secolo, iniziano a comparire i primi libri contrari ai processi e alle modalità di tortura.

- Anno 1484, una bolla papale di Innocenzo VIII sollecitava, e quindi autorizzava, gli inquisitori tedeschi a cacciare e combattere le streghe.

- Anno 1486, due inquisitori tedeschi Heinrich Istitor Kramer e Jakob Sprenger pubblicarono il “Malleus Maleficarum” cioè il “Martello delle Streghe”, una specie di enciclopedia che illustrava le credenze e le superstizione della Germania.
Inoltre, conteneva la completa descrizione di come dovevano essere svolti i processi e le torture, il perché le streghe fossero di numero superiore agli stregoni, loro, infatti, affermavano: “C’è un difetto nella formazione della prima donna, fatta con una costola del petto ricurva, cioè ritorta, quasi fosse contraria all’uomo. Ne deriva che in quanto animale imperfetto la donna non fa altro che ingannare!”. Perciò le donne dovevano essere punite non con la prigionia ma con la morte, anche se erano pentite!
Il manuale ebbe 14 ristampe nei successivi 35 anni!

- XIV secolo, in un solo anno furono condannate a morte,nel principato di Eichstaett, 274 persone, tutte con l’accusa di stregoneria.

- Anno 1585, a Rottemburg, i giudici espressero il loro timore che la caccia alle streghe portasse alla condanna di tutte le donne, visto che già in due villaggi vicini ne era rimasta solo una.

- Anno 1589, nelle terre del convento di Quedlinburg furono giustiziate 133 streghe in un solo giorno.

- Tra il 1627 e il 1629, a Wurzburg, furono condannate 160 streghe e più di un quarto di esse erano solo delle bambine e dei bambini!

- Anno 1631, un gesuita di Wurzburg, Friederich Von Spee, pubblicò, in anonimato, un libro: “Cautio Criminalis”, all’interno del quale condannava la tortura nei processi alle streghe. Egli afferma : “La tortura non prova assolutamente nulla. I più resistenti tra quanti hanno dovuto sottostare a questa esperienza mi hanno dichiarato che non esiste delitto che non sarebbero stati disposti a confessare senza indugio, pur di avere un qualche sollievo, e che avrebbero preferito morire dieci volte piuttosto di essere nuovamente torturati…” e poi “Gli ingenui fanatici che incoraggiano la caccia alle streghe dovrebbero capire che, dal momento che ogni torturata deve denunciare qualcuno, i processi si moltiplicheranno finché, a lungo andare, le accuse toccheranno anche loro, e tutti saranno bruciati.”

- Anno 1692, scoppia il clamoroso caso di Salem.

Gli ultimi condannati al rogo:
1712 Inghilterra,
1722 Scozia,
1728 Berlino,
1754 Francia,
1775 Germania,
1782 Spagna,
in Messico e Perù condanne ancora nel XIX secolo.



Di fronte ad una realtà sociale piena di malattie, di povertà e di fame, la teologia non riesce più a dare risposte certe al perché certi avvenimenti succedano, quindi risulta facile dare la colpa alle streghe per qualsiasi danno sociale: morte di bambini, carestie e altro ancora..


Fonti:
Miei Appunti
Appunti della mia amica
Spark.moon

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:



R - come Rusalka

Konstantin Vasiliev


Etimologia:

La parola Rusalki (Rusałki, Rusálke, Rusalije, Русалки) o Rusalka è un termine generico per indicare le divinità, gli spiriti e i demoni femminili associati ai fiumi e ai laghi nella mitologia slava-russa.
Il nome deriva, secondo una etimologia popolare, da ruslo, che significa "ruscello, corso d'acqua" .

Iconografia:

Le loro caratteristiche fisiche e le loro funzioni variano molto nelle diverse culture slave, come anche i nomi utilizzati per definirle. In Russia sono note anche come beregine (da bereg > sponda, riva). Nei Balcani vengono chiamate samovile dai bulgari e vile da serbi e croati. Potevano avere l'aspetto di donne giovani e attraenti dai lunghi capelli, gli occhi verdi, con corone di fiori intrecciati sul capo e vesti bianche, ma spesso erano nude. In altri casi erano descritte come simili ad Amazzoni o ancora come creature femminili dall'aspetto cadaverico e notturno. Spesso erano metà donne e metà pesci, come le sirene delle mitologie classiche. In generale venivano associate all'acqua e alla primavera, potevano influire sulla fecondità delle donne, sui raccolti, sulla pesca, curare malattie, ma anche causare la morte. La festa pasquale di Pacha Rosarum o Rosalia prende il nome proprio dalle Rusalki.

Come divinità minori dell'acqua corrispondono alle ninfe della mitologia greca. Di notte uscivano dall'acqua per ballare alla luce della luna. Il loro albero sacro era il platano. La loro festa era all'inizio di maggio, la cosiddetta Settimana delle Rusalki, quando uscivano dall'acqua in pieno giorno e si mettevano a sedere sui rami dei platani. Durante questa festa gli uomini si riposavano dal lavoro e nuotavano. Le Rusalki erano anche in grado di punire le donne che lavoravano durante la loro festa.

Generalmente sono belle donne dai seni prosperosi, con capelli, neri, rossi o verdi, lunghi fino alle ginocchia, vestite di una tunica bianca o di foglie. I loro capelli devono essere sempre bagnati, altrimenti muoiono; basta tuttavia che esse si pettinino, perché dalle chiome si generi uno zampillo d'acqua.
Nella regione di Saratoff le Rusalke diventano dei demoni incubi, con l'aspetto di creature gobbe e pelose, con artigli ed un uncino di ferro che serve per afferrare i passanti; a costoro pongono quindi delle domande e se la risposta data è sbagliata, fanno ai malcapitati il solletico fino a vederli sbavare, e poi li trascinano nel fondo delle acque. In altre regioni, come in Bielorussia o tra gli Slavi Occidentali, le Rusalke perdono il carattere acquatico, per rimanere solo degli spiriti dei campi e dei cereali.




Origine :

Nella maggior parte delle versioni, la Rusalka è un essere inquieto morti, associato alla "forza impuro". Secondo Zelenin, persone che muoiono violentemente e prima del tempo, come le donne giovani che si suicidano perché sono stati abbandonata dai loro amanti, o le donne non sposate che si trovano in stato di gravidanza, devono vivere il loro tempo indicato sulla terra come spirito.
La versione spettrale è l' anima di una giovane donna che era morta in o vicino a un fiume o di un lago ed è tornato a tormentare tale corso d'acqua. Questo non morti rusalka non è sempre malvagio, e avranno la possibilità di morire in pace se la sua morte è vendicata.
Rusalki può provenire anche da bambini non battezzati, spesso quelli che sono nati fuori dal matrimonio e annegati dalle loro madri per questo motivo. Bambino Rusalki presumibilmente vagare nella foresta chiedendo di essere battezzati in modo che possano avere la pace. Essi non sono necessariamente innocenti, tuttavia, e può attaccare un uomo abbastanza sciocco avvicinarli.


La rusalka oggi

Alle rusalke sono ancora oggi dedicate feste. In Ucraina vengono ricordate con una festa all’inizio della primavera, connessa alla fecondità. E’ interessante notare come il mito delle rusalki racchiuda una serie di significati, in parte sopravvissuti nel folclore e nella mentalità slava, che fanno della donna un essere magico, legato alla ri-generazione della natura, ma al contempo demoniaco. Un essere capace di vendicarsi se viene tradito il patto amoroso. Un essere che può dare la morte pur legandosi alla vita, che agisce dominata dall’odio perché ha conosciuto l’amore.

Forse non è temerario affermare che questo mito sopravviva – per estremo – nelle lotte di movimenti come le Femen (che nude, appunto, attraggono con l’inganno erotico ma il cui scopo è una rivendicazione sociale) o nelle ormai note Pussy Riot, in cui l’elemento erotico presente fin nel nome si lega a un ben più radicale messaggio politico. Il patto che è stato rotto è appunto quello sociale, il riconoscimento della sostanziale uguaglianza tra i sessi. Uscendo dai casi di cronaca, invero un po’ estremi, esiste nella donna slava un richiamo all’autonomia (mai realmente negata) che si scontra con il paternalismo di società mascoline e muscolari.

Massimiliano Di Pasquale, nel suo Ucraina terra di confine, racconta di Asgarda, un gruppo di centocinquanta ragazze che si proclamano discendenti delle Amazzoni. Kateryna Tarnovska, leader del movimento, dichiara che lo scopo è emancipare l’Ucraina dal retaggio totalitario, liberando i sogni e desideri delle donne. Donne che vivono secondo una regola comune, e le cui figlie vengono “educate” dal gruppo una volta raggiunta l’età di tre anni. L’acqua è l’elemento sacrale. Asgarda, nome dell’associazione, fa riferimento alla mitologia nordica. Un pasticcio culturale? Non proprio se ricordiamo che il primo regno russo, quello kieviano, è stato fondato da guerrieri vichinghi. Tutto si tiene, nel passato nel presente delle donne slave.


Settimana Rusalka

Il Rusalki sono stati ritenuti a loro più pericolosi durante la Settimana Rusalka (Rusal'naia) all'inizio di giugno. A questo punto, avrebbero dovuto lasciare le loro profondità dell'acqua, al fine di oscillare sui rami degli alberi di betulla e salice di notte. il Nuoto durante questa settimana era severamente proibito, perché sirene si trascinano nuotando verso il pavimento fiume. Una caratteristica comune della celebrazione Rusal'naia è stato il bando di sepoltura rituale o della Rusalka, alla fine della settimana, che rimase come intrattenimento in Russia fino al 1930.


Fonti:
eastjournal
wikipedia
ilcrepuscolo
miei appunti





Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:



Q - come Quarzo Rutilato


Classe minerale: ossidi, gruppo dei quarzi
Formula chimica: SiO2 + TiO2
Sistema cristallino: trigonale/tetragonale
Processo litogenetico: primario
Colore: trasparente con inclusioni aghiformi color oro

La luce della mente



Si tratta di un cristallo di quarzo contenente al suo interno filamenti di rutilio, che lo rendono carico elettricamente. Dona energia vitale, gioia e solarità a chi lo indossa. Libera dalle paure nascoste e dall’angoscia. Sviluppa, inoltre, indipendenza, larghezza di vedute e aiuta a non farsi condizionare dagli eventi esterni.

Anticamente noto come Capelvenere, gli si attribuiva la capacità di immagazzinare la luce solare per illuminare la mente umana. Veniva usato anche per allievare la tosse.

Di grande protezione, è consigliabile a tutti coloro che vogliono essere difesi nelle più svariate circostanze.

Per il suo colore è abbinato al 3°chakra, ma in realtà favorisce un aumento di energia in tutti i chakra. Svolge una forte azione a livello spirituale, promuovendo il contatto con il proprio Sé superiore e sviluppando chiaroveggenza.

La tradizione, dal punto di vista fisico, assegna a questa pietra una capacità rigenerativa sui tessuti e sulle mucose, nonché una capacità stimolante sul sistema immunitario. Per questo era considerata anticamente, utilissima nei casi di influenza (da indossare al manifestarsi dei primi sintomi), e in quelli di bronchiti croniche. Per rafforzarne l’effetto si può provare ad abbinare il cristallo alla calcite verde. I testi affermano che sarebbe adatto agli adolescenti perché potrebbe aiutare la crescita e favorire il portamento eretto.

Si può indossare come ciondolo, anello, bracciale o semplicemente in un sacchetto di cotone a contatto del torace. Ottimo da usare durante la meditazione per contattare stati superiori di coscienza, nel qual caso è bene posarlo sul 6°chakra.
Si purifica con tutti i metodi già descritti, si ricarica alla luce del sole.


Quarzo rutilato: chakra
Terzo chakra Manipura (“Ombelico e Plesso Solare”)

Quarzo rutilato: mitologia
Il quarzo rutilato era noto nell’antichità con il nome di “capelvenere” (Capelli di Venere) perché le inclusioni di rutilo formavano dei fili sottili e biondi come i capelli della dea. Si riteneva che riuscisse a catturare la luce solare e pertanto avesse la capacità di illuminare gli uomini.



Fonti:
Appunti vari
Cure-naturali




mercoledì 19 dicembre 2012

Modern Witch League 5#: Alfabeto di strega:


P - come Pietra Forata





Sin dai tempi più antichi, le pietre naturalmente forate sono state considerate dotate di poteri magici. Questa tradizione, risalente alla preistoria, è rimasta particolarmente viva tra le streghe di campagna britanniche. Queste pietre portano il nome di Pietre di Odino o di Pietre della Strega ( Hag Stones).
Questo tipo di pietra è spesso presente nelle favole e nelle leggende, soprattutto a quelle legate alle fate. Infatti, uno dei suoi poteri è proprio quello di facilitare il contatto con questi spiritelli e di aiutare lo sviluppo della “vista” ossia la capacita di vedere ciò che si può vedere con gli occhi.
Per secoli, molte cultire hanno incorporato l'uso di pietre forate in rituali e cerimonie, credendole in possesso di poteri sacri. Quali sono queste credenze?
Nel corso della storia, in molte culture si credeva che i sassi forati, sassi che hanno dei buchi scavati esclusivamente dalle forze della natura, avessero proprietà magiche e curative. Si credeva che contenessero la saggezza delle ere, e si pensava che offrissero protezione se indossati o portati con sé.
Pietre forate larghe, scolpite a mano, chiamate "men-an-tols", erano impiegate nelle cerimonie antiche. Rappresentanti del passaggio tra il mondo fisico e spirituale, venivano spesso disposte all'ingresso delle tombe e dei tumuli. In alcune culture, si riteneva che rappresentassero anche la rinascita e la transizione.
Gli antichi Celti officiavano cerimonie nuziali in cui la coppia univa le mani attraverso la pietra per simboleggiare e benedire l'unione. Secondo un altro esempio, dopo un anno di matrimonio la coppia poteva scegliere di ritornare alla pietra e rinunciare alla sua unione.
Appesi con del filo rosso alla porta delle case o nelle stanze servivano a proteggere l’ abitazione e gli abitanti dai pericoli e dalla magia nera;
L’ acqua in cui erano immerse queste pietre, insieme a del sale, era considerata curativa.
Appesi con filo rosso su culle e letti allontanavano gli incubi e impedivano a streghe, fate ed elfi di rapire i bambini.
Si portavano indosso per protezione e fortuna, soprattutto nei viaggi.

Poteri mistici:

Un altro potere attribuito alle pietre era quello della guarigione, e i bambini ammalati si facevano passare per tre volte attraverso la pietra per curare rachitismo o tubercolosi. Gli adulti potevano strisciarci attraverso per nove volte per curare reumatismi e problemi alla schiena. In assenza di massi così grandi, pietre più piccole venivano sfregate sulla parte colpita.

L'attributo più potente di una pietra forata è il suo potere di protezione. Se indossata o portata con sé, allontana gli spiriti maligni e protegge chi la tiene dai danni. Si appendevano i sassi alle testiere dei letti per prevenire gli incubi. Se un sasso si rompeva, si pensava che avesse usato il suo potere per proteggere una vita.

Si reputava che queste potenti pietre custodissero anche il dono della vista psichica per chiunque guardasse attraverso il sasso. Si diceva che se una persona guarda attraverso il sasso sotto la luce della luna piena, possa vedere il reame fatato, così come fantasmi, visioni, e l'"altro mondo".

Una pietra dai molti nomi:

Le pietre forate sono conosciute con una varietà di nomi: men-an-tol, an-cloc consanta (pietre lavorate), crick stones (un nome moderno), pietre delle fate, pietre stregate e pietre di Odino, che deriva dal mito vichingo secondo cui il dio Odino si trasformò in un verme e strisciò attraverso il foro in una roccia per rubare il "l'erba della poesia".

In America, le tradizioni dei nativi - anche se non è di una pietra forata che parlano - raccontano di speciali pietre chiamate watai, abitate dagli Inyan, il Popolo di Pietra. Questi sassi sono adoperati nelle cerimonie di guarigione e nelle ruote medicamentose per rimuovere la malattia e garantire la protezione.

Si noti anche che nei primi giorni di colonizzazione, i popoli nativi raccoglievano questi sassi e li lavoravano per creare collanine che poi erano barattate con gli esploratori in cambio di lenzuola ed altri articoli.

Trovare le pietre:

Trovare pietre forate richiede un occhio attento e molta pazienza. I posti migliori sono i letti dei ruscelli o i sentieri acciottolati. Le pietre lavorate possono spuntare anche sugli scaffali dei negozi di vendita al dettaglio, ma la credenza comune è che le pietre forate a mano non custodiscano gli stessi poteri di quelle naturali

Le cure appropriate per i sassi forati consistono nel purificarli allo stesso modo della maggior parte dei cristalli, cioè solitamente immergerli in acqua salata o ricaricarli con la luce del sole o della luna.
le pietre bucate sono anche un simbolo della dea.



Una pietra bucata,
L'ho trovata;
Ne ringrazio il destino,
E lo Spirito che su questa via
Mi ha portata...
Che possa essere il mio bene
E la mia buona fortuna,
Mi alzo la mattina all'alba
E a passeggio me ne vo,
Nelle valli, monti e campi
La Fortuna cercavo,
della Ruta e la Verbena,
quelle anche son portafortuna.
Me la tengo in seno chiusa
E nessuno lo deve sapere


Fonti: vari appunti web e http://suite101.com/article.cfm/holey_stones

martedì 18 dicembre 2012

Tell The Owl - Argomento ⑨: Mito: interpretazione della mitologia come insegnamento spirituale.




Cominciamo con esaminare cosa sia una religione...la parola "Religione" sembra derivi da un verbo latino: "religere" ossia "legare", collegare".
Religione, quindi, sarebbe il legame o il rapporto che si crea tra l'uomo e la divinità.

Che cos'è quindi la Divinità e come è nata? la divinità è un essere spiritualmente piu evoluto di noi, lo status dell'essere una tale entità.
Quindi un essere completamente partorito dalle nostre menti umane.

Fin dalla preistoria sono nati vari culti "divini" ...i primi furono proprio i culti della morte o della vita extraterrena .

Perchè i primi culti furono proprio quelli della morte?
Semplicemente perchè gli uomini cominciarono a farsi delle domande sui vari problemi che impedivano una vita serena e di conseguenza cercarono di darsi delle risposte. La paura più grande dell'uomo è proprio l'ignoto. Quindi la cosa migliore che si poteva fare per allontanare le paure è quella di affrontarle , ma come si fà ad affrontare un nemico che ci è ignoto? da lì l'attribuire delle definizioni plausibili agli avvenimenti dellla vita , cosi proprio come i culti della morte.

Quando l'uomo comincio ad avere in sogno una persona morta , vedendola come se non se ne fosse mai andata.. comincio a credere che ci fosse un altra vita dopo di questa che dava l’opportunità agli uomini di avere un altra "possibilità" , quindi le persone piu vicine cercavano di accompagnare il caro deceduto nell'altra vita nel miglior modo possibile ornando e riempendo di beni le proprie tombe.Credendo che cosi facendo avrebbero aiutato la persona cara a passare a miglior vita.
E cosi via con qualsiasi cosa o "essere" che faceva sorgere delle domande.
Quindi anche le "Divinità" sono frutto del nostro essere ma che nascondono delle sacre verità.

Le Divinità variano di epoca in epoca seguendo vari culti e tradizioni da millenni.
I più antichi risalgono all'Era preistorica con varie rappresentazioni di statuette e incisioni.
Le prime forme di rappresentazioni "divine" erano ciò che in quel momento l'uomo stava vivendo , il proprio sopravvivere su questo pianeta , cacciare , riprodursi ..etc. cicli naturali che li rappresentavano e le loro rappresentazioni erano un augurio propiziatorio prima di un avvenimento.
Ad Esempio se voglio che la mia compagna mi faccia una successione devo rappresentare ciò che rappresenta di più questo momento , una donna con i seni e glutei prorompenti è segno di salute e bellezza , se voglio che sia fertile la rappresenterò con ciò che rappresenta un nuovo arrivo ovvero la pancia gravida.
E cosi via per il resto dei tempi....

Successivamente la definizione di "Divinità" divenne piu articolata e meno veritiera per il mio pensiero , l'uomo si evolveva , dando modo di scacciare via i problemi che più li crucciava una volta , cominciarono le prime scoperte via via progredendo sempre di più , c'è chi comincio ad avere la sapienza delle erbe e delle varie arti di poter interferire un pò con il reale svolgimento dei fatti ,quindi cominciarono ad affrontare con più sicurezza i vari cicli vitali.
Senza tralasciare ciò che però ancora gli era ignoto… la grande forza della natura.
I vari avvenimenti durante la nostra presenza su questo pianeta (a noi ancora ignota) portò a far si che la terra si dimostrò in tutta la sua bellezza d’abbondanza e anche nella sua terribile forza distruttrice.
Quest’alternarsi di forze benevoli e non, man mano nel tempo fecero nascere Divinità più complesse…
assumendo la loro forma nei "Miti" .

Cosa Sono i Miti e la Mitologia? Il Mito è una narrazione investita di sacralità relativa alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socio culturale o in un popolo specifico. Ciò naturalmente non implica né che la narrazione sia vera, né che sia falsa.
Il tempo del mito è assai vicino a quello della fiaba, come le fiabe iniziano con il loro "c'era una volta", così molto spesso i miti iniziano con espressioni come: "in illo tempore", "in origine", "quando ancora non c'era tempo".
L'"illo tempore" del mito non è un tempo qualsiasi, che si colloca in un qualche momento, seppur lontano, della durata storica, l'illo tempore è un attimo sacro, che abbraccia le età più lontane, il mondo presente e il futuro.
Per il mondo mitico vi è solo un tempo, "quel tempo", appunto, quello in cui accadde il mito.

La Mitologia Oltre a quella classica in senso stretto (greca e romana), ne esistono di diversi tipi e le più ricche sono quella indiana e quella mesopotamica. Tuttavia, non esiste cultura antica senza una propria mitologia.
Quindi quasi tutte le Divinità della Mitologia “Greca-Romana” sono presenti in altri culti precedentemente nati e poi ripresi dai Greci attribuendogli loro un nome proprio ma che coincide perfettamente con altre Divinità precedentemente venerate e invocate in culti molti piu antichi di essi quindi divinità pre-elleniche.
Ma Allora In che modo l'uomo preistorico "dialogava" con le divinità? Essenzialmente attraverso i riti. Possiamo dire che i riti sono gesti e parole, fatti a scopo propiziatorio.

Per Arrivare ad effettuare questi “riti” o a lavorare con la “ magia” si doveva arrivare a uno stato di coscienza spirituale alterato dove noi stessi entravamo in stretto contatto con il nostro “io” interiore ,anima,spirito in modo di metterci in contatto con loro…..o con noi stessi?

Sta di Fatto che la creazione della “Divinità” è stata un nostra invenzione per dare una spiegazione a ciò che per noi era ignoto o per dare un giusto indirizzo alla nostra vita.
Per arrivare al discorso finale vi espongo il mio culto della Dea Trina.
La Dea Trina rappresenta l’equilibrio supremo , l’equilibrio degli opposti che attraendosi tengono in piedi la bilancia , nulla potrebbe esistere senza gli opposti , il male senza il bene e viceversa.
Il Culto che Seguo della Dea Trina risale a tradizioni più antiche della Mitologia , più antica di certo di quella greco – romana , successivamente prese il Nome di Ecate , non cito fonti mitologiche babilonesi o sumere perché mi concentrerò sulla fonte piu“comune” .

Ecate viene rappresentata come Dea dai tre volti , Essa è contemporaneamente una e trina, in quanto riunisce in sé i tre aspetti, che sono stati visti da alcuni contemporanei come quello di fanciulla, di madre e di anziana (da cui il nome latino Trivia). divinità che rappresenterebbe il ciclo lunare dalla fase crescente,piena e calante, cosi come i cicli naturali di cui facciamo parte: la nascita – la bellezza fanciullesca –la verginità , la maturità –il sapere di una madre – la completezza ed infine la Morte – anzianità – saggezza. Queste tre rappresentazioni della Divinità fanno parte di noi da sempre tutto nasce,matura e poi muore per poter rinascere…. Questo rappresenta la nostra vita stessa . Ma lei racchiude lo stadio finale di completezza.

La Dea aveva il potere di creare e distruggere, proprio quest’ultimo turbo la mente umana fino a definirla una divinità oscura capace di potare nel regno degli inferi i vivi , di dare cattive punizioni e a sua volta di invocarla per portare del male.
Ma come si sa la morte è rinascita e rinascere significa dover prima o poi lasciare questa vita morendo a sua volta rinascere e cosi via…
Potrei rimanere qui a parlare della storia mitologica della Dea Trina dai sumeri ,egiziani,babilonesi,greci,romani e cosi via per tutta la mitologia esistente anche perché La Dea Trina appare in ogni sua forma in diverse mitologie con vari nomi o aspetti ma conservando il suo reale potere.

Perché attribuire il nome Ecate non seguendo il pantheon greco?
Attribuisco il nome di Ecate perché ne potrei dare cosi tanti , diversi e a mio piacere che la lista della scelta sarebbe infinita ,ma nessuno credo capirebbe, ho scelto questo perché è la definizione piu veloce da raggiungere e “capire” e poi bè perché la mitologia greca è molto poeticamente ben fatta da suonare bene.

“che fra tutti Zeus Cronide onorò, e a lei diede illustri doni,
che potere avesse sulla terra e sul mare infecondo;
anche nel cielo stellato ha una sua parte d’onore
e dagli Dei immortali è sommamente onorata.”

L’etimologia del nome significherebbe, secondo alcuni, “colei che opera da lungi", (sarebbe l'equivalente femminile di Hekatos, un epiteto di Apollo). Secondo altri, il nome deriverebbe dal termine greco per “desiderio, volere”, in riferimento al suo potere di realizzare i desideri dei mortali. Per altri ancora il suo nome avrebbe la stessa radice della parola greca “cento” e sarebbe sinonimo di “multiforme”.
Quindi il mio attribuire un “nome” è solo per il semplice fatto di “concretizzare” un ideale conservato da millenni sul reale e “vero” potere della Dea Trina , non un appellarmi a miti o pantheon.

Lo Scopo di questo Antico culto della Dea Trina è di capire completamente ed entrare in completa sintonia con i cicli naturali della vita , Cercare di entrare in contatto con il nostro io interiore fino ad arrivare a una consapevolezza “Divina” , sapendo gestire le forze più cattive e quelle più benevoli (inerenti ai nostri istinti) , cercando di gestire completamente il bene dal male sapendolo distinguere ed utilizzare nel giusto dei modi , perché questo culto ricorda che nemmeno sarebbe opportuno e utile dividere il bene dal male perché essi si completano..l’uno non potrebbe esistere senza l’altro e l’unione di due forze opposte creano la completezza e perfezione. Quindi la Dea può essere rappresentata come una triplice divinità oppure come un unico essere.

Unica e Trina!

Il Suo potere….. La magia della volontà, della volontà che si esprime e crea……
Le Sacerdotesse ed i Sacerdoti dell’antico culto della Dea Trina (come in tutti i culti antichi) utilizzavano delle sostanze stupefacenti naturali per permettere un alterazione della realtà per entrare in completa simbiosi con il proprio io interiore e alimentare la connessione con se stessi cercando la perfezione dell’equilibrio interiore che permette di utilizzare maggiori forze con più consapevolezza. Addirittura anche gli animali hanno un istinto primordiale nella ricerca di elementi naturali che li possono far staccare dalla realtà fisica per entrare in quella spirituale , ma ovviamente con diversi stadi , questo è un altro discorso che intraprenderò successivamente.
Al giorno d’oggi non c’è il necessario bisogno di assumere sostanze alteranti per raggiungere un stato di elevazione dello spirito , con il tempo sono state studiate tecniche di meditazione e forme di trance leggero da permetterci di entrare in un'altra realtà perfettamente comunicante con la nostra ma nascosta da occhi indiscreti.

Le Divinità sono state create da noi ma nascondono molteplici segreti in varie forme ,
molti di Essi come la Dea Trina ad esempio , ha assunto con il passare del tempo un volto con mille sfaccettature per permetterci a noi di capire meglio le fasi della vita e della completezza che ogni essere vivente cerca di raggiungere , cosi anche nelle varie mitologie Ecate viene rappresentata anche da altre Dee , fanciulla . madre e anziana.

Ecate è una rappresentazione di se stessi che può essere dal piu dolce a piu cattivo pensiero ...il ricercare l'equilibrio interiore ormai intrappolato nel corpo fisico..per mantenere stabile la bilancia...questa è Ecate... non ciò che la mitologia in modi poetici racconta..
ma ciò che spingeva le persone ad identificarla ciò che è ...
Cosi come i vari culti ognuno nasconde qualcosa , un significato dimenticato nel tempo e reso fiaba con la mitologia ,
del mio culto posso attribuire solo un nome e una raffigurazione mitologica alla divinità , come se disegnassi un personaggio di una mia storia , l’obbiettivo di essa è ciò in cui credo e sto cercando di arrivare, il personaggio è la rappresentazione del mio ideale sotto forma concreta visiva , per attribuirgli una figura sulla quale da millenni scrivono e sigillano consapevolezze divine.

Seguo il culto antico della Dea Trina perché il mio obiettivo è riuscire ad arrivare a uno stadio di equilibrio divino dove il nostro stesso universo vive , cercando di concludere il ciclo terreno elevando lo spirito a una consapevolezza superiore.
Seguendo il percorso sulla sua strada vigilata , fermandomi ad ogni incrocio , per poi scegliere la giusta via.

“ Io sono la custode delle chiavi del Tempo”


Questo è un Mio articolo pubblicato il 28 Agosto 2012 sul mio forum , ho deciso di riportarlo qui perchè non avevo parole più adatte di queste inerenti al mio "personale" pensiero sulla Mitologia come insegnamento spirituale . ^_^

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